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19 luglio '43

Il bombardamento dell'aeroporto

Il 19 luglio 1943 è una data che segna una svolta nella storia di Aquino. Fino ad allora la guerra, pur essendo iniziata da oltre tre anni, sembrava ancora qualcosa che si svolgeva soprattutto altrove. Con il bombardamento dell’aeroporto, invece, il conflitto entrò concretamente nella vita della comunità, portando distruzione, paura e la consapevolezza che nulla sarebbe stato più come prima.

L’aeroporto rappresentava ormai un obiettivo militare importante. Nato come campo di fortuna intorno al 1926, l’impianto era stato interessato da nuovi lavori di costruzione a partire dal febbraio 1937. Dal 1939 aveva assunto la qualifica di aeroporto armato di terza classe e aveva ospitato una scuola di pilotaggio. L’attività della scuola si era conclusa alla fine del 1942, quando lo scalo era passato sotto il controllo dell’aviazione tedesca. La presenza dei militari e il continuo movimento degli aerei avevano trasformato profondamente la vita del paese.

L’aeroporto era infatti inserito nei collegamenti aerei utilizzati per raggiungere il Nord Africa e le isole del Mediterraneo ancora interessate dalle operazioni militari. Gli aerei che partivano da Aquino trasportavano rifornimenti verso territori nei quali la guerra era particolarmente intensa. La sua funzione lo rendeva quindi un obiettivo strategico per le forze alleate, impegnate a ostacolare i collegamenti e i rifornimenti tedeschi dopo lo sbarco in Sicilia del 10 luglio 1943.

La notte del 19 luglio

Il 19 luglio 1943, mentre Roma subiva il devastante bombardamento dello scalo ferroviario di San Lorenzo, anche il territorio di Aquino si preparava inconsapevolmente a vivere una notte drammatica.

Era una sera estiva, calda, nella quale le notizie provenienti dalla capitale alimentavano l’inquietudine della popolazione. Molti abitanti avevano parenti che vivevano o lavoravano a Roma e attendevano notizie, senza sapere quale fosse stata la loro sorte. Nel frattempo, sull’aeroporto di Aquino si preparava un attacco destinato a cambiare il corso della vita locale.

Nelle ore serali e notturne, razzi illuminanti rischiararono il cielo e le prime bombe cominciarono a cadere sull’aeroporto. L’attacco proseguì nella notte tra il 19 e il 20 luglio, con esplosioni che si susseguirono per ore. Il bagliore degli incendi era visibile anche dalle località circostanti: da Piedimonte San Germano, Roccasecca e dagli altri centri della valle, la pianura appariva illuminata dai lampi delle esplosioni e dalle fiamme.

La violenza dell’attacco non colpì soltanto le strutture aeroportuali. Il rumore delle bombe, i razzi che trasformavano la notte in giorno e la paura di essere raggiunti dalle esplosioni costrinsero gli abitanti a cercare riparo. Nei ricoveri, le famiglie si stringevano insieme, aspettando che il bombardamento terminasse.

A raccontare quella notte è anche il diario di Adele Pelagalli, madre di Costantino Jadecola, che aveva annotato i propri ricordi degli anni di guerra. Le sue pagine restituiscono la dimensione quotidiana del terrore: l’attesa delle notizie, la decisione di cercare un rifugio, le preghiere e la sensazione che persino la terra e le pareti sembrassero tremare sotto le esplosioni.

Quando finalmente il rumore cessò, il paese si trovò davanti alle conseguenze dell’attacco. I danni erano ingenti e l’aeroporto aveva subito colpi pesanti. Le comunicazioni ufficiali riportarono vittime e feriti, mentre la popolazione cercava di comprendere l’entità della distruzione.

L’aeroporto dopo il primo attacco

Il bombardamento della notte tra il 19 e il 20 luglio non fu l’unica incursione contro lo scalo. Il 23 luglio, intorno a mezzogiorno, una nuova formazione di bombardieri alleati tornò sull’aeroporto di Aquino. L’attacco provocò ulteriori danni e contribuì alla distruzione degli apparecchi rimasti al suolo.

Gli aerei e parte del materiale militare erano stati nascosti anche nella vegetazione della campagna circostante, nel tentativo di sottrarli agli attacchi. La seconda incursione dimostrò che l’obiettivo non era stato abbandonato e che la distruzione dell’impianto aeroportuale faceva parte di un’azione militare più ampia.

Per Aquino, tuttavia, le conseguenze non si misuravano soltanto in termini di strutture danneggiate o di mezzi distrutti. La guerra aveva ormai raggiunto le case, le strade e la vita quotidiana degli abitanti. Le persone che fino a poco tempo prima avevano osservato il movimento degli aerei come una presenza ormai abituale si trovarono a fare i conti con il pericolo concreto dei bombardamenti.

La distruzione dell’aeroporto segnò così l’inizio di una fase ancora più difficile. Nei mesi successivi, l’avanzata degli Alleati e la progressiva trasformazione del territorio in una zona di combattimento avrebbero coinvolto Aquino e i paesi vicini in una vicenda destinata a protrarsi a lungo.

La memoria di una notte

Ricostruire il 19 luglio 1943 significa andare oltre la cronologia militare e comprendere che cosa accadde a una comunità quando la guerra entrò improvvisamente nella sua quotidianità. Le testimonianze, i diari e i documenti permettono di avvicinarsi a quella notte non soltanto attraverso gli obiettivi colpiti e i danni provocati, ma anche attraverso l’esperienza di chi visse quelle ore nella paura e nell’incertezza.

Il lavoro di Costantino Jadecola ha dato un contributo fondamentale alla ricostruzione di questi avvenimenti, raccogliendo documenti, testimonianze e ricordi legati al bombardamento e alle sue conseguenze. Nel volume 19 luglio 1943 e dintorni, l’aeroporto di Aquino e la sua storia e nelle pagine dedicate alla guerra in Linea Gustav, l’episodio viene inserito nel contesto più ampio delle vicende che interessarono il territorio.

Il 19 luglio non fu soltanto la data di un attacco a un’infrastruttura militare. Fu il momento in cui la guerra divenne una presenza concreta per Aquino, anticipando le sofferenze e le trasformazioni che avrebbero segnato il territorio nei mesi successivi.

Ricordare quella notte significa conservare la memoria di chi la visse, delle famiglie che cercarono riparo e di una comunità che dovette imparare a convivere con la distruzione. Significa anche riconoscere il valore della ricerca storica che, attraverso documenti e testimonianze, permette oggi di ricostruire gli avvenimenti e di restituire loro il posto che meritano nella storia locale.


Fonti e approfondimenti

Costantino Jadecola, Il bombardamento dell’aeroporto di Aquino — 19 luglio 1943, blog di Costantino Jadecola, 19 luglio 2025. Leggi l’articolo

Costantino Jadecola, In memoria di…, blog di Costantino Jadecola, 19 luglio 2023. Leggi l’articolo

Costantino Jadecola, 19 luglio 1943 e dintorni, l’aeroporto di Aquino e la sua storia, libro, 1983.

Costantino Jadecola, Linea Gustav, Centro Studi Sorani “V. Patriarca”, Sora, edizione 1994.

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